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Alla scoperta del Radicchio Tardivo: una giornata tra campi, tavola e bellezza

L’uscita dedicata al Radicchio Tardivo di Treviso IGP è stata una di quelle giornate che mettono insieme tutto ciò che ci piace: scoprire, degustare, condividere e passare del tempo insieme in leggerezza.

Azienda Agricola Dotto – dove nasce il radicchio tardivo

Il presidente Federico Zuccato consegna il gagliardetto della Confraternita a Stefano Dotto

Siamo stati accolti da Stefano Dotto, che ci ha aperto le porte dell’azienda di famiglia e ci ha accompagnati alla scoperta del radicchio tardivo. Vederne la lavorazione dal vivo è stata una sorpresa per tutti: quanta manualità, quanta pazienza, quanta cura! E finalmente si capisce perché il radicchio tardivo abbia un valore così alto. È davvero un prodotto “fatto a mano”.

Stefano ci ha raccontato la storia della cicoria che “rinasce”, della forzatura, dell’acqua di risorgiva e di come un’usanza nata in tempi di fame sia diventata un prodotto unico, oggi riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Pranzo al Ristorante Barbesin – il radicchio in tutte le sue forme

La “Sinfonia di radicchio”, protagonista assoluta del pranzo al Ristorante Barbesin

Da lì siamo ripartiti verso Castelfranco Veneto, destinazione Ristorante Barbesin. Il radicchio è stato il filo conduttore del menù dall’inizio alla fine: antipasto, risotto, sinfonia di radicchio e dessert. Il tutto con una cura che abbiamo davvero apprezzato.

Eravamo in 22, seduti tutti attorno a un’unica grande tavolata, e la cosa più bella è stata l’atmosfera: c’erano persone che si vedevano per la prima volta, ma il clima era immediatamente quello giusto — leggero, amichevole, curioso. Una di quelle situazioni in cui la convivialità fa il suo lavoro senza bisogno di forzature.

Passeggiata a Castelfranco – un finale d’arte

La Pala di Castelfranco di Giorgione: un finale d’arte per la nostra giornata.

Dopo il pranzo, una passeggiata per Castelfranco Veneto è stata il modo perfetto per chiudere la giornata (e, diciamolo, anche per aiutare la digestione…).

Il momento più intenso è stato l’ingresso nel Duomo, davanti alla Pala di Castelfranco di Giorgione: colori, luce, composizione… Una sorpresa per chi la vedeva per la prima volta e una conferma per chi già la conosceva.

Una giornata tutta nostra

Questa uscita ci ha ricordato perché la Confraternita esiste e perché continuiamo a organizzarci, a incontrarci e a condividere esperienze: perché stare insieme e scoprire cose belle — dal cibo all’arte — è un piacere semplice ma prezioso.

Con questa giornata si chiude anche il ventesimo anno di attività della Confraternita della Buona Tavola. Il prossimo anno festeggeremo i vent’anni dalla nostra costituzione: un traguardo importante, costruito passo dopo passo, uscita dopo uscita, amicizia dopo amicizia.

Pier Paolo Galbusera