Autore: confraternita

Cento anni di miscele, sapori e testimonianze

La nostra uscita di sabato 7 marzo 2026 è stata un’esperienza intensa che ha unito eccellenza produttiva, solidarietà e cucina del territorio.

1. Caffè Carraro: un secolo di eccellenza e tecnica

Siamo stati ospiti di Giuseppe Zanandrea (CEO) e Andrea Monteverdi (Area Export Manager) per scoprire da vicino Caffè Carraro, realtà che il prossimo anno festeggerà i 100 anni di storia!

Ecco alcuni cose cha abbiamo imparato nel corso della visita:

  • La tostatura avviene per circa 15 minuti a 220 gradi.
  • Ogni origine viene lavorata separatamente per rispettarne l’identità: “come non cucineremmo mai una fiorentina e una fettina di pollo insieme”
  • L’azienda vanta un sistema di packaging all’avanguardia e una rete di specialisti che insegnano la cultura del caffè in tutto il mondo.
  • Il caffè è la seconda materia prima più scambiata in borsa al mondo dopo il petrolio.
  • Infine, le radici della bevanda risalgono al XV secolo nello Yemen: furono i monaci Sufi i primi a tostare e infondere i chicchi per favorire la concentrazione durante le veglie di preghiera.

2. Ristorante HT: l’ospitalità dei fratelli Fattori

Per il pranzo ci siamo spostati al Ristorante HT, accolti dalla professionalità di Pia e Stefano Fattori. La cucina ha celebrato la tradizione locale con piatti curati e gustosi: Carciofo fritto con fonduta di formaggio, Tortelloni fatti a mano al tartufo della Val Camonda, Coniglio al forno con olive – un classico intramontabile della nostra zona – e per finire un delicato millefoglie alla crema chantilly.

3. Padre Silvano Ruaro: una vita spesa per il Congo

Il momento più toccante della giornata è stato l’incontro con Padre Silvano Ruaro, missionario dehoniano in Congo dal 1970. Padre Silvano ha condiviso con noi la storia della sua attività nella Repubblica Democratica del Congo, nel mezzo di una guerra civile – una delle tante guerre dimenticate – che dura da 30 anni. Oggi, a 88 anni, si dedica ancora all’istruzione e alla difesa dei più deboli.

Ci ha colpito il racconto della sua recente testimonianza davanti alla Corte d’Assise di Parigi: un gesto di immenso coraggio per dare voce alle sofferenze di donne e bambini africani, denunciando i crimini di guerra che hanno insanguinato la sua terra di missione.

È stata una giornata indimenticabile: Caffè Carraro ha stimolato la nostra curiosità tecnica, il Ristorante HT ha appagato il piacere della tavola e Padre Silvano ha toccato le corde più profonde del nostro cuore.

L’anno nel quale festeggiamo il traguardo della ventesima stagione della nostra Confraternita, non poteva iniziare in modo migliore!

Pier Paolo Galbusera

Alla scoperta del Radicchio Tardivo: una giornata tra campi, tavola e bellezza

L’uscita dedicata al Radicchio Tardivo di Treviso IGP è stata una di quelle giornate che mettono insieme tutto ciò che ci piace: scoprire, degustare, condividere e passare del tempo insieme in leggerezza.

Azienda Agricola Dotto – dove nasce il radicchio tardivo

Il presidente Federico Zuccato consegna il gagliardetto della Confraternita a Stefano Dotto

Siamo stati accolti da Stefano Dotto, che ci ha aperto le porte dell’azienda di famiglia e ci ha accompagnati alla scoperta del radicchio tardivo. Vederne la lavorazione dal vivo è stata una sorpresa per tutti: quanta manualità, quanta pazienza, quanta cura! E finalmente si capisce perché il radicchio tardivo abbia un valore così alto. È davvero un prodotto “fatto a mano”.

Stefano ci ha raccontato la storia della cicoria che “rinasce”, della forzatura, dell’acqua di risorgiva e di come un’usanza nata in tempi di fame sia diventata un prodotto unico, oggi riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Pranzo al Ristorante Barbesin – il radicchio in tutte le sue forme

La “Sinfonia di radicchio”, protagonista assoluta del pranzo al Ristorante Barbesin

Da lì siamo ripartiti verso Castelfranco Veneto, destinazione Ristorante Barbesin. Il radicchio è stato il filo conduttore del menù dall’inizio alla fine: antipasto, risotto, sinfonia di radicchio e dessert. Il tutto con una cura che abbiamo davvero apprezzato.

Eravamo in 22, seduti tutti attorno a un’unica grande tavolata, e la cosa più bella è stata l’atmosfera: c’erano persone che si vedevano per la prima volta, ma il clima era immediatamente quello giusto — leggero, amichevole, curioso. Una di quelle situazioni in cui la convivialità fa il suo lavoro senza bisogno di forzature.

Passeggiata a Castelfranco – un finale d’arte

La Pala di Castelfranco di Giorgione: un finale d’arte per la nostra giornata.

Dopo il pranzo, una passeggiata per Castelfranco Veneto è stata il modo perfetto per chiudere la giornata (e, diciamolo, anche per aiutare la digestione…).

Il momento più intenso è stato l’ingresso nel Duomo, davanti alla Pala di Castelfranco di Giorgione: colori, luce, composizione… Una sorpresa per chi la vedeva per la prima volta e una conferma per chi già la conosceva.

Una giornata tutta nostra

Questa uscita ci ha ricordato perché la Confraternita esiste e perché continuiamo a organizzarci, a incontrarci e a condividere esperienze: perché stare insieme e scoprire cose belle — dal cibo all’arte — è un piacere semplice ma prezioso.

Con questa giornata si chiude anche il ventesimo anno di attività della Confraternita della Buona Tavola. Il prossimo anno festeggeremo i vent’anni dalla nostra costituzione: un traguardo importante, costruito passo dopo passo, uscita dopo uscita, amicizia dopo amicizia.

Pier Paolo Galbusera

Filiera integrata e identità territoriale: la Confraternita alla scoperta della “galassia Zorzettig”

L’uscita in Friuli dell’8 novembre ha offerto alla Confraternita della Buona Tavola un percorso ad alto valore esperienziale all’interno di una filiera enogastronomica completamente integrata.
Un ecosistema che unisce birrificio, agriturismo e cantina sotto la stessa governance familiare: quella della famiglia Zorzettig, player di rilievo nel panorama produttivo friulano.


Birrificio Gjulia – Cividale del Friuli

La giornata si è aperta con una visita strutturata presso Birra Gjulia.

Il mastro birraio ha presentato la value chain del birrificio, evidenziando l’approccio artigianale avanzato che caratterizza la produzione:
– controllo rigoroso dei processi,
– selezione puntuale delle materie prime,
– ricerca continua di identità stilistica.

La degustazione guidata ha confermato un portafoglio prodotti ben posizionato: profili aromatici puliti, equilibrio gustativo e ottima coerenza tra visione produttiva e risultato finale.


Agriturismo Alturis

Il pranzo presso l’Agriturismo Alturis, location spettacolare immersa nei vigneti, ha rappresentato il naturale proseguimento del percorso, con un’offerta gastronomica che capitalizza sulla materia prima locale.

Un contesto ideale per un momento conviviale di valore, tra piatti del territorio e alcune referenze vinicole della famiglia Zorzettig.
Una pausa funzionale non solo alla degustazione, ma anche al consolidamento delle relazioni interne, tratto distintivo delle nostre uscite.


Cantina La Tunella – Premariacco

Il pomeriggio ha portato i confratelli nel cuore della produzione vinicola friulana con la visita alla Cantina La Tunella, alla presenza di Massimo Zorzettig.

L’accoglienza del team e il walkthrough tecnico in cantina hanno permesso di approfondire il modello produttivo Zorzettig lato vino:
– gestione dei vigneti,
– processi di vinificazione,
– standard qualitativi,
– strategie di posizionamento sul mercato.

La sessione di assaggi ha messo in luce vini identitari, capaci di esprimere in modo chiaro il potenziale del territorio friulano attraverso interpretazioni moderne e ben calibrate.


Un modello di integrazione territoriale

La giornata ha evidenziato un asset competitivo raro: una famiglia che presidia l’intera catena del valore – birra, ospitalità e vino – mantenendo coerenza qualitativa e una forte impronta territoriale.

Un esempio concreto di come la gestione integrata possa generare esperienze distintive e valorizzare l’identità locale con un approccio contemporaneo.

Sandro Spiller

Una conclusione in bellezza: distillati e alta cucina per la Confraternita della Buona Tavola

Sabato 7 giugno, la Confraternita della Buona Tavola ha celebrato l’uscita conclusiva della stagione con una giornata all’insegna della tradizione, del gusto e dell’eccellenza del territorio.

La mattinata è iniziata con la visita alla Distilleria Zanin 1895 di Zugliano, storica realtà veneta giunta alla terza generazione. Ad accoglierci Andrea Gallottini, direttore di produzione, che ci ha accompagnati in un percorso tra antichi alambicchi, botti di rovere e profumi intensi. La distilleria si è trasferita nel 2014 nell’ex‑filanda Marini del 1860: un progetto che ha trasformato la vecchia sericoltura in una moderna distilleria, conservando l’architettura originale e valorizzando gli spazi.

Il momento più emozionante è stato nella cantina di affinamento, un ambiente altamente suggestivo dove abbiamo avuto il privilegio di degustare un brandy d’annata del 1978, riservato a poche bottiglie. Si è percepita la cura artigianale che anima ogni fase del processo: dalla raccolta delle vinacce all’imbottigliamento, passando per l’equilibrio tra innovazione e tradizione.

Dopo la visita, ci siamo trasferiti a Ca’ Apollonio Heritage, splendida dimora del XV secolo immersa nel verde ai piedi del Monte Grappa, oggi raffinato relais con ristorante gourmet. In un ambiente di grande charme e accoglienza impeccabile, abbiamo gustato un pranzo firmato dallo chef stellato Alessio Longhini, che ha saputo interpretare con eleganza i sapori del territorio. Qui la cucina si avvale dei vigneti biologici e di un orto rigoglioso, che rifornisce quotidianamente i piatti con verdure naturali, saporite e autentiche. I profumi dell’orto, la luce che filtra dalle grandi vetrate e la cura per ogni dettaglio hanno reso il pranzo un’esperienza multisensoriale.

A seguire, l’architetto Massimo Vallotto, proprietario con la moglie Maria Pia Viaro, ci ha raccontato la storia della villa e i criteri che hanno guidato il sapiente restauro, in un dialogo perfetto tra antico e moderno.

È stata una bellissima giornata, in cui cultura, paesaggio e gastronomia si sono fusi in un’esperienza autentica di convivialità.
Portiamo con noi il profumo dell’erba appena raccolta, il calore delle storie condivise e la promessa di ritrovarci intorno a un tavolo, ancora uniti dal gusto.
Con questo spirito, si conclude la stagione primaverile della Confraternita… in attesa delle prossime scoperte.

Pier Paolo Galbusera

UN POMERIGGIO TRA STORIA, NATURA E GASTRONOMIA SULL’ALTOPIANO DI ASIAGO

Il 21 marzo, i membri della Confraternita della Buona Tavola ed i loro ospiti hanno avuto il piacere di trascorrere un pomeriggio ricco di attività sull’Altopiano di Asiago. Una giornata che ha unito storia, natura e gastronomia in un mix impeccabile di educazione e piacere culinario.

Visita alla Rigoni di Asiago 

La giornata è iniziata con una visita allo stabilimento produttivo di Rigoni di Asiago di Foza – https://www.rigonidiasiago.it/ – noto per i suoi prodotti biologici che rispettano la tradizione e l’ambiente. Accompagnati da Marina Panozzo, una figura chiave nell’azienda, e Luigi Rigoni, abbiamo avuto l’opportunità di scoprire il complesso e articolato processo di produzione degli iconici prodotti Rigoni, tra cui le famose confetture e il miele di alta qualità. Questo momento è stato non solo un’occasione per apprezzare la qualità dei prodotti, ma anche per comprendere l’impegno dell’azienda nella produzione sostenibile e verso il territorio. L’azienda, infatti, si appresta ad investire nello stabilimento locale e prevede di assumere circa 60 persone.

Esplorazione del Museo della Guerra di Canove 

Successivamente, abbiamo proseguito verso il Museo della Guerra di Canove, dove la guida Federico Corato – https://asiagoguide.com/ – nonostante la sua giovane età, ha saputo narrare con passione e dettaglio gli eventi della Prima Guerra Mondiale che hanno segnato l’altopiano. La visita è stata un’immersione commovente e formativa, che ha permesso di riflettere sulla storica importanza dell’area e sulle vicende che hanno trasformato il paesaggio e la memoria locale.

Culmine Gastronomico al Ristorante Alla Vecchia Stazione di Canove 

La giornata si è conclusa con una cena al Ristorante Alla Vecchia Stazione – https://www.allavecchiastazione.it/ristorante.aspx – dove, alla presenza di Andrea Rigoni, ci hanno accolto Elisa  e Massimo ( padroni di casa ) con un’ospitalità calorosa e un menù composti di ottimi piatti che rispecchiano la tradizione culinaria dell’Asiago. Il menù, che spaziava dai piatti tipici locali a interpretazioni moderne della cucina veneta, ha offerto un perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione, coronando splendidamente il nostro pomeriggio.

Conclusioni

Questo pomeriggio sull’Altopiano di Asiago è stato un esempio di come il cibo, la storia e la cultura locale possano essere tessuti insieme per creare un’esperienza memorabile. Ogni tappa ha offerto unico contributo alla nostra comprensione del territorio, mostrando differenti sfaccettature dell’identità di Asiago: dal rispetto per la natura e per il processo produttivo sostenibile di Rigoni di Asiago, alle profonde lezioni storiche del museo, fino alla celebrazione della gastronomia locale. Insieme, hanno composto un mosaico di esperienze che riflettono la ricchezza e la varietà dell’altopiano, rendendo questo pomeriggio un momento di arricchimento culturale e di piacere per il palato.

Sandro Spiller e Pier Paolo Galbusera

SERATA DEDICATA AL MOSCATO DEI COLLI EUGANEI CON LA CANTINA MAELI

La Confraternita della Buona Tavola ha organizzato una serata esclusiva alla Locanda alla Torre da Zemin, dedicata al Moscato dei Colli Euganei. L’evento ha esaltato i vini della Cantina Maeli, presentati con passione e competenza da Elisa Dilavanzo, una figura poliedrica il cui percorso professionale abbraccia diverse esperienze. Dalla partecipazione a Miss Italia e poi a Miss Universo (qualificandosi al 5° posto), passando per la televisione, la moda fino al suo ruolo attuale di viticoltrice. I piatti a base di pesce preparati e serviti in modo impeccabile da Gianfranco e Stefania – maestri tanto nell’arte culinaria che in quella dell’accoglienza – della Locanda alla Torre Da Zemin, hanno pienamente valorizzato i vini proposti.

LA CANTINA MAELI

Il nome “Maeli” riflette l’identità del territorio dei Colli Euganei, noto per i suoi suoli vulcanici che conferiscono ai vini una spiccata mineralità. La Cantina Maeli coltiva il Moscato Giallo – ed altre varietà – utilizzando pratiche di viticoltura olistica, senza solfiti, promuovendo un equilibrio sostenibile tra le viti e il loro ambiente. La guida di Elisa Dilavanzo, con la sua profonda conoscenza della materia, ha saputo trasmettere la ricchezza e l’unicità dei vini presentati.

L’incontro con Elisa Dilavanzo e i vini della Cantina Maeli ha rappresentato un ponte tra tradizione e innovazione, evidenziando come il rispetto per la terra e per la tradizione possa coesistere con una moderna visione del vino, e come figure eclettiche come Elisa possano arricchire e vivacizzare il mondo del vino con le loro storie e le loro passioni.

GIANLUCA BISOL

La serata si è chiusa con l’intervento di Gianluca Bisol. Il nome Bisol è strettamente associato al Prosecco, con una storia familiare che affonda le radici nella viticoltura fin dal 1500.

Gianluca Bisol ha raccontato come, al momento del suo ingresso in azienda, il Prosecco stesse già riscuotendo un grande successo, tanto che in molti credevano che la sua popolarità sarebbe durata ancora per poco. Contrariamente a queste aspettative, la domanda di Prosecco è continuata a crescere esponenzialmente, tanto che oggi ben 40.000 ettari sono dedicati alla sua produzione.

Gianluca ha anche condiviso il suo personale impegno nella promozione del Prosecco a livello internazionale, avendo effettuato più di 3200 voli per portare il Prosecco in tutto il mondo. Ha menzionato in particolare il successo della prima bottiglia venduta nel Regno Unito, che ha segnato l’inizio di una lunga e fruttuosa relazione con i mercati esteri. Oggi il Regno Unito è il primo mercato per l’export di prosecco.

LA NUOVA AVVENTURA

Oggi, Elisa e Gianluca sono soci in un’entusiasmante avventura volta alla valorizzazione del Moscato dei Colli Euganei, un progetto che mira a elevare ulteriormente il profilo di questo vino unico. La collaborazione tra queste due figure emblematiche del mondo vinicolo italiano rappresenta una bella storia di passione, innovazione e rispetto per la tradizione, che ha appassionato tutti noi membri della Confraternita della Buona Tavola, lasciandoci ispirati e ansiosi di vedere cosa riserverà il futuro per questo intrigante progetto.

Pier Paolo Galbusera

MELEGATTI E BIBLIOTECA CAPITOLARE DI VERONA: UN VIAGGIO TRA DOLCI TRADIZIONI E STORIA MILLENARIA

La Confraternita della Buona Tavola ha avuto l’opportunità di visitare due simboli di cultura e tradizione di Verona: l’azienda Melegatti famosa per il suo pandoro, e la storica Biblioteca Capitolare. La giornata è stata un affascinante viaggio tra il patrimonio dolciario e la conservazione culturale.

Melegatti: Una Rinascita Storica La visita alla Melegatti, guidata da Giacomo Spezzapria, CEO dell’azienda, ha offerto uno sguardo intimo sulla rinascita di questo storico marchio. Fondata nel 1894 da Domenico Melegatti nella centralissima Corso Porta Borsari, l’azienda ha introdotto il pandoro, dolce ora simbolo del Natale italiano, grazie a un brevetto ottenuto lo stesso anno. Questa tradizione dolciaria, unita alla recente acquisizione e ai piani di rilancio della famiglia Spezzapria, promette una nuova era di prosperità per Melegatti.

Biblioteca Capitolare: La seconda parte della visita ha portato i membri della confraternita alla Biblioteca Capitolare, sotto la guida esperta della dottoressa Ilaria Ferrari. Questa biblioteca, la più antica del mondo in termini di continuità operativa e di sede, ospita un patrimonio inestimabile che include manoscritti dal V secolo in poi, testi a stampa antichi e moderni, e una vasta collezione di documenti d’archivio e oggetti artistici. Gli ospiti hanno avuto l’opportunità di ammirare importanti testimonianze cartografiche e di immergersi in oltre millecinquecento anni di storia, che rendono la Capitolare un luogo di fondamentale importanza per la cultura e la storia europea.

Un Giorno di Ricchezza Culturale e Gastronomica La giornata è stata arricchita da un pranzo al ristorante Locanda 4 Cuochi dove la cucina veronese ha deliziato i palati, riflettendo la stessa ricchezza e profondità delle tradizioni esplorate.

Attraverso questa visita, i membri della Confraternita della Buona Tavola hanno potuto apprezzare non solo la storia e l’innovazione nel campo dolciario ma anche l’immensa eredità culturale custodita dalla Biblioteca Capitolare, evidenziando il valore di preservare e celebrare la storia e le tradizioni.

Pier Paolo Galbusera

VISITA ALLA BRAZZALE: UN VIAGGIO TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE CASEARIA

Dopo un lungo periodo  di interruzione forzata dal Covid, sono finalmente riprese le attività della Confraternita della Buona Tavola. E non poteva esserci inizio migliore. Abbiamo avuto l’onore di visitare gli stabilimenti della storica azienda casearia Brazzale S.p.A. La visita, guidata dal Presidente dell’azienda Avv. Roberto Brazzale, ha offerto ai membri della confraternita e agli ospiti presenti, un’opportunità unica di esplorare da vicino l’eccellenza della produzione casearia italiana.

Il Burro Superiore Fratelli Brazzale

Il primo stabilimento visitato è stato quello dedicato alla produzione del Burro Superiore Fratelli Brazzale. Questo prodotto di punta è realizzato con panne freschissime di centrifuga, zangolate entro 24 ore dalla mungitura del latte. Con un tenore minimo di grassi lattieri dell’84%, il Burro Superiore si distingue per la sua consistenza omogenea, spalmabile, e il colore paglierino chiaro. Il profilo sensoriale è caratterizzato da un aroma delicato e fresco, rendendolo ideale per una varietà di preparazioni culinarie. Oltre al mercato tradizionale del retail, questo burro è molto apprezzato dai professionisti della ristorazione e pasticceria. Nello stesso sito si trovano anche i laboratori di ricerca e analisi del gruppo che operano in collaborazione con l’Università statale di Milano,  qui nascono tutti i prodotti della realtà casearia, ultimo il gelato prodotto con il burro.

Il Gran Moravia

Stagionatura Gran Moravia

Successivamente, i membri della confraternita hanno esplorato lo stabilimento dove viene stagionato il Gran Moravia, un formaggio noto per la sua qualità e versatilità. Il Gran Moravia è il risultato del progetto di internazionalizzazione della Brazzale, avviato nel 2000 in Repubblica Ceca. Questo formaggio rappresenta un perfetto equilibrio tra tradizione italiana e innovazione tecnologica, combinando le migliori pratiche casearie con un approccio sostenibile alla produzione. Impressionanti gli investimenti in tecnologia di questo magazzino di stagionatura. 200.000 forme e solo 3 uomini a gestirlo!

Il Capitolo della Sostenibilità

La sostenibilità è un tema centrale per Brazzale S.p.A., che ha raggiunto il traguardo di “carbon neutral” grazie a un innovativo modello agricolo e zootecnico. La piantumazione di 1,5 milioni di alberi in Brasile ha permesso di compensare le emissioni di tutti gli stabilimenti globali.

Conclusioni

La giornata si è conclusa con una cena al ristorante da Riccardo a Carrè, dove i piatti sono stati preparati utilizzando gli ingredienti della Brazzale. La cena ha permesso ai membri della confraternita di apprezzare appieno la qualità dei prodotti in un contesto gastronomico, evidenziando l’abilità della cucina italiana nel valorizzare le eccellenze casearie.

Il magazzino robotizzato, spazzolatura e rivoltatura

La visita alla Brazzale S.p.A. è stata non solo un viaggio tra i sapori e le tecniche casearie, ma anche un’opportunità per riflettere sull’importanza dell’innovazione nel settore agroalimentare. Come dimostrato dal recente premio speciale conferito a Roberto Brazzale agli Il Gusto Awards per “Il coraggio e l’innovazione delle materie prime”, l’azienda rappresenta un esempio di come tradizione e modernità possano coesistere armoniosamente, contribuendo alla crescita e al successo del made in Italy nel mondo.

Un grazie sincero anche a Giovanni e Francesca Brazzale – ottava generazione in azienda – che ci hanno accompagnato in una visita che non dimenticheremo!

L’esperienza ha arricchito i membri della Confraternita della Buona Tavola, confermando l’importanza di eventi come questo per promuovere la cultura del buon cibo, pilastro fondamentale del nostro patrimonio culturale.

Pier Paolo Galbusera

A TAVOLA CON LA FAMIGLIA BOSCOLO

Venerdì 7 Febbraio la nostra Confraternita è entrata nel tempio del baccalà alla vicentina.

Il Ceppo ci ha aperto le porte, prima del laboratorio gastronomico di Cavazzale e poi della gastronomia e del bistrot in corso Palladio a Vicenza. Accompagnati dal sig. Osvaldo Boscolo e dai suoi figli abbiamo vissuto una piacevolissima serata.

Riccardo ci ha fatto navigare nei mari del nord della Norvegia tra merluzzi, halibut e balene. Ci ha raccontato come viene pescato, lavorato, essiccato, classificato il merluzzo, che diventa stoccafisso e infine baccalà. Un numero non dimenticheremo nel ricordare la visita al laboratorio: 50 tonnellate di produzione annua di baccalà !

Ivana, Maria Giovanna, la sommelier Eva e lo chef Luca ci hanno accolto al nostro arrivo in gastronomia con calore e professionalità. Poi ci hanno deliziato il palato con ottimo cibo e vino, abbinati con esperienza ma anche con voglia di sperimentare. Il risotto con zucca violina, sugo di guancia e tartufo nero del Lazio è un piatto che speriamo di ritornare a gustare. Non poteva poi mancare sua maestà il baccalà alla vicentina !

E infine il sig. Osvaldo, che è stato il nostro angelo custode durante tutto il tempo trascorso insieme e che da 48 anni mette in ammollo lo stoccafisso. Un attimo prima che arrivassimo in gastronomia, ci ha preceduti per cambiarsi gli abiti da lavoro, infilarsi giacca e cravatta ed essere così pronto per cenare con noi.

 

Il nome de Il Ceppo è stato scelto dal sig. Osvaldo pensando alla soca, qualcosa di saldo su cui costruire la sua attività di casolin. Possiamo dire che è stato un nome indovinato. Ci rimane infatti il ricordo di una bellissima serata, di una famiglia appassionata del suo lavoro e di un’azienda custode delle tradizioni locali. Ci siamo così lasciati coinvolgere, tanto che nei due giorni successivi alla visita ci sembra di sentire ancora il forte odore dello stoccafisso..

Pier Paolo Galbusera

Letture natalizie | Due testi che ci sono piaciuti

 

Desideriamo condividere con voi due pubblicazioni – scaricabili qui gratuitamente in pdf – che possono essere utili per sperimentare con le ricette della cucina tradizionale.

Il primo è il grande classico di Pellegrino Artusi – alla cui casa di Forlimpopoli la Confraternita si è recata in visita qualche stagione fa – “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene“. Un vero e proprio must-have per tutti gli appassionati della cucina tradizionale italiana, caposaldo della gastronomia nazionale, scritto con piglio divertente e brioso nonostante sia stato pubblicato per la prima volta nel 1891, oltre un secolo fa.

Il secondo, invece, è un agile manuale approntato dal confratello Alessandro Mantella, che si è dedicato a recuperare le tipiche ricette della Val Leogra, nell’Alto Vicentino. “Valleogra – Ricette della Tradizione” raccoglie decine di preparazioni dolci e salate dai sapori robusti e contadini, espressione di una cucina di pianura e collina povera ma estremamente gustosa.

Buona lettura e…buona sperimentazione!

 

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