VISITA ALLA BRAZZALE: UN VIAGGIO TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE CASEARIA

Dopo un lungo periodo  di interruzione forzata dal Covid, sono finalmente riprese le attività della Confraternita della Buona Tavola. E non poteva esserci inizio migliore. Abbiamo avuto l’onore di visitare gli stabilimenti della storica azienda casearia Brazzale S.p.A. La visita, guidata dal Presidente dell’azienda Avv. Roberto Brazzale, ha offerto ai membri della confraternita e agli ospiti presenti, un’opportunità unica di esplorare da vicino l’eccellenza della produzione casearia italiana.

Il Burro Superiore Fratelli Brazzale

Il primo stabilimento visitato è stato quello dedicato alla produzione del Burro Superiore Fratelli Brazzale. Questo prodotto di punta è realizzato con panne freschissime di centrifuga, zangolate entro 24 ore dalla mungitura del latte. Con un tenore minimo di grassi lattieri dell’84%, il Burro Superiore si distingue per la sua consistenza omogenea, spalmabile, e il colore paglierino chiaro. Il profilo sensoriale è caratterizzato da un aroma delicato e fresco, rendendolo ideale per una varietà di preparazioni culinarie. Oltre al mercato tradizionale del retail, questo burro è molto apprezzato dai professionisti della ristorazione e pasticceria. Nello stesso sito si trovano anche i laboratori di ricerca e analisi del gruppo che operano in collaborazione con l’Università statale di Milano,  qui nascono tutti i prodotti della realtà casearia, ultimo il gelato prodotto con il burro.

Il Gran Moravia

Stagionatura Gran Moravia

Successivamente, i membri della confraternita hanno esplorato lo stabilimento dove viene stagionato il Gran Moravia, un formaggio noto per la sua qualità e versatilità. Il Gran Moravia è il risultato del progetto di internazionalizzazione della Brazzale, avviato nel 2000 in Repubblica Ceca. Questo formaggio rappresenta un perfetto equilibrio tra tradizione italiana e innovazione tecnologica, combinando le migliori pratiche casearie con un approccio sostenibile alla produzione. Impressionanti gli investimenti in tecnologia di questo magazzino di stagionatura. 200.000 forme e solo 3 uomini a gestirlo!

Il Capitolo della Sostenibilità

La sostenibilità è un tema centrale per Brazzale S.p.A., che ha raggiunto il traguardo di “carbon neutral” grazie a un innovativo modello agricolo e zootecnico. La piantumazione di 1,5 milioni di alberi in Brasile ha permesso di compensare le emissioni di tutti gli stabilimenti globali.

Conclusioni

La giornata si è conclusa con una cena al ristorante da Riccardo a Carrè, dove i piatti sono stati preparati utilizzando gli ingredienti della Brazzale. La cena ha permesso ai membri della confraternita di apprezzare appieno la qualità dei prodotti in un contesto gastronomico, evidenziando l’abilità della cucina italiana nel valorizzare le eccellenze casearie.

Il magazzino robotizzato, spazzolatura e rivoltatura

La visita alla Brazzale S.p.A. è stata non solo un viaggio tra i sapori e le tecniche casearie, ma anche un’opportunità per riflettere sull’importanza dell’innovazione nel settore agroalimentare. Come dimostrato dal recente premio speciale conferito a Roberto Brazzale agli Il Gusto Awards per “Il coraggio e l’innovazione delle materie prime”, l’azienda rappresenta un esempio di come tradizione e modernità possano coesistere armoniosamente, contribuendo alla crescita e al successo del made in Italy nel mondo.

Un grazie sincero anche a Giovanni e Francesca Brazzale – ottava generazione in azienda – che ci hanno accompagnato in una visita che non dimenticheremo!

L’esperienza ha arricchito i membri della Confraternita della Buona Tavola, confermando l’importanza di eventi come questo per promuovere la cultura del buon cibo, pilastro fondamentale del nostro patrimonio culturale.

Pier Paolo Galbusera

A TAVOLA CON LA FAMIGLIA BOSCOLO

Venerdì 7 Febbraio la nostra Confraternita è entrata nel tempio del baccalà alla vicentina.

Il Ceppo ci ha aperto le porte, prima del laboratorio gastronomico di Cavazzale e poi della gastronomia e del bistrot in corso Palladio a Vicenza. Accompagnati dal sig. Osvaldo Boscolo e dai suoi figli abbiamo vissuto una piacevolissima serata.

Riccardo ci ha fatto navigare nei mari del nord della Norvegia tra merluzzi, halibut e balene. Ci ha raccontato come viene pescato, lavorato, essiccato, classificato il merluzzo, che diventa stoccafisso e infine baccalà. Un numero non dimenticheremo nel ricordare la visita al laboratorio: 50 tonnellate di produzione annua di baccalà !

Ivana, Maria Giovanna, la sommelier Eva e lo chef Luca ci hanno accolto al nostro arrivo in gastronomia con calore e professionalità. Poi ci hanno deliziato il palato con ottimo cibo e vino, abbinati con esperienza ma anche con voglia di sperimentare. Il risotto con zucca violina, sugo di guancia e tartufo nero del Lazio è un piatto che speriamo di ritornare a gustare. Non poteva poi mancare sua maestà il baccalà alla vicentina !

E infine il sig. Osvaldo, che è stato il nostro angelo custode durante tutto il tempo trascorso insieme e che da 48 anni mette in ammollo lo stoccafisso. Un attimo prima che arrivassimo in gastronomia, ci ha preceduti per cambiarsi gli abiti da lavoro, infilarsi giacca e cravatta ed essere così pronto per cenare con noi.

 

Il nome de Il Ceppo è stato scelto dal sig. Osvaldo pensando alla soca, qualcosa di saldo su cui costruire la sua attività di casolin. Possiamo dire che è stato un nome indovinato. Ci rimane infatti il ricordo di una bellissima serata, di una famiglia appassionata del suo lavoro e di un’azienda custode delle tradizioni locali. Ci siamo così lasciati coinvolgere, tanto che nei due giorni successivi alla visita ci sembra di sentire ancora il forte odore dello stoccafisso..

Pier Paolo Galbusera

Letture natalizie | Due testi che ci sono piaciuti

 

Desideriamo condividere con voi due pubblicazioni – scaricabili qui gratuitamente in pdf – che possono essere utili per sperimentare con le ricette della cucina tradizionale.

Il primo è il grande classico di Pellegrino Artusi – alla cui casa di Forlimpopoli la Confraternita si è recata in visita qualche stagione fa – “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene“. Un vero e proprio must-have per tutti gli appassionati della cucina tradizionale italiana, caposaldo della gastronomia nazionale, scritto con piglio divertente e brioso nonostante sia stato pubblicato per la prima volta nel 1891, oltre un secolo fa.

Il secondo, invece, è un agile manuale approntato dal confratello Alessandro Mantella, che si è dedicato a recuperare le tipiche ricette della Val Leogra, nell’Alto Vicentino. “Valleogra – Ricette della Tradizione” raccoglie decine di preparazioni dolci e salate dai sapori robusti e contadini, espressione di una cucina di pianura e collina povera ma estremamente gustosa.

Buona lettura e…buona sperimentazione!

 

Photo credits: Pixabay

pera vin brulè

Alla scoperta di giovani talenti della ristorazione locale

La valorizzazione della ristorazione locale, ma soprattutto la scoperta di giovani talenti, ha guidato il percorso gastronomico della Confraternita alla Trattoria Chiesetta del Muccion, quasi un percorso mistico al locale che il 26 settembre ha ospitato, oltre all’annuale assemblea, la cena che ha unito “la mistica alla mastica”.

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ristorante vegetariano da marco

Perché vegetariano è meglio? Assaggi dal mondo

Per la prima volta dopo oltre dieci anni di attività la Confraternita ha organizzato una cena vegetariana. Location il rinnovato ristorante “Da Marco” a Cerbaro di Tretto (Schio). Non solo ristorante ma anche alloggio turistico e bistro’.
Sorto negli anni 70, l’allora Albergo Ristorante “Da Marco” era gestito dall’intera famiglia, composta da Marco con la moglie Bruna ed i loro figli. Solo negli anni “80 il testimone passa al figlio Guido che lo conduce fino al 2015. Nel 2017, dopo anni trascorsi all’estero, la nipote Alessia con il marito Christof, appassionati di viaggio, lingue straniere, energie rinnovabili, cucina naturale, sport e montagne, decidono di rientrare in Italia per avviare un progetto di vita proprio al Cerbaro rinnovando il vecchio Albergo Ristorante. Il loro intento è quello di promuovere una cucina con ingredienti il più naturali possibile e prodotti localmente, incoraggiare attività sportive legate alla natura e costruire un centro per la promozione dell’arte, della musica e della cultura in generale, attraverso corsi ed eventi.

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punzo

Quando convivialità fa rima con solidarietà

Una serata dedicata allo stare insieme, alla convivialità e alla scoperta di una cultura gastronomica lontana dalla nostra: la cena dello scorso 23 marzo, che ha avuto per protagonista la cucina nepalese, è stato un momento davvero speciale per la Confraternita.

Circa 60 persone, tra confratelli e simpatizzanti, si sono riunite all’Agriturismo Il Maggiociondolo di San Rocco di Tretto, sulle colline di Schio: una cornice perfetta che Marco Adriani, ideatore e gestore di questa affascinante struttura, ha messo gratuitamente a disposizione per sostenere la serata, i cui proventi sono andati a sostegno del progetto Punzoc 2015.

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NEPAL: CUCINA E SOLIDARIETA’

L’amica Mirella Dal Zotto ci ha dato lo spunto. Poi ho approfondito ed ho scoperto la storia di un’amicizia nata attorno alla tavola e sfociata in un progetto per dare una speranza agli orfani del terremoto del 2015. Non se ne parla più, ma il terremoto in Nepal dell’aprile del 2015 ha fatto più di 8.000 morti. Straziante è la storia del villaggio di Langtang (mt.7221), meta degli amanti del trekking, spazzato via da una valanga. Molti i bambini rimasti soli.

Piero Zanrosso di Schio conosce Phuntsok che si è inventato una scuola di cucina a Katmandu per togliere dalla strada questi piccoli senza speranza. Il video che segue spiega più di tante parole.

Chi parla è Jangbu, che è stato a Schio più di un mese per imparare a fare pane e pizze. Credo che come Confraternita della Buona Tavola non possiamo restare insensibili a questa bella storia di solidarietà che nasce attorno al cibo. Credo che questa sia proprio una buona tavola alla quale sedersi.Per maggiori dettagli visita la pagina Facebook Punzoc2015.

Pier Paolo Galbusera
presidente della Confraternita della Buona Tavola