La Confraternita della Buona Tavola raggiunge quest’anno il traguardo della decima stagione di attività. Una presenza duratura – probabilmente molti di noi non immaginavano nemmeno che la nostra associazione potesse avere una vita così lunga – ma che conferma la bontà delle motivazioni che nel 2005 ci spinsero a fondare il nostro gruppo e che avevano al centro il desiderio di promuovere la “buona tavola”.
Una “buona tavola” intesa come luogo di aggregazione e socializzazione, di cultura e amicizia, di degustazione, approfondimento, studio e discussione. Una buona tavola che è soprattutto una tavola buona: ben imbandita, certo, ma pure ospitale, conviviale e aperta.
Quando siamo nati l’era della cucina-spettacolo era ancora lontana. Precorrendo i tempi, la nostra associazione si era resa conto che era necessario valorizzare e comunicare un diverso modo di stare a tavola.
Contro il cibo-spazzatura e i pasti consumati di fretta, la Confraternita proponeva e propone tuttora la consapevolezza di ciò che si ha nel piatto, educando le persone a rapportarsi con la tavola e con tutto ciò che le sta dietro.
In questi dieci anni noi confratelli abbiamo accumulato esperienze, partecipato a visite estremamente interessanti, raccolto sapori e saperi che rischiavano di essere altrimenti dimenticati.
Un patrimonio di conoscenze che desideriamo condividere sempre di più e che costituirà la base fondamentale per tutte le attività future della Confraternita.
Per le prossime stagioni, in uno scenario che vede il food&beverage protagonista di una grande attenzione mediatica, il nostro gruppo – che ci auguriamo essere sempre più numeroso e pronto a nuove entusiasmanti “sfide del gusto” – non può che perseverare nello spirito che lo anima fin dalla sua fondazione, nell’impegno costante del divulgare il più possibile la cultura dello stare bene a tavola.
Sandro Spiller