Asparagi e Canova: un connubio perfetto

asparagi e canova

La meravigliosa bellezza delle sculture canoviane, l’intima visita alla sua casa di Possagno, il gusto dolce degli asparagi di Bassano DOP: questi gli ingredienti dell’uscita che lo scorso venerdì 19 maggio ci ha portati tra Possagno e Romano d’Ezzelino, alla scoperta dei tesori culturali e gastronomici tra trevigiano e vicentino.

La visita a Possagno

La nostra guida, Marcello Cavarzan, si è rivelata un esperto appassionato ed estremamente preparato. Accompagnati dal suo racconto, passeggiando tra le opere della Gipsoteca di Possagno, abbiamo scoperto il lato umano e imprenditoriale di uno dei più importanti artisti del periodo neoclassico che, dopo la sconfitta di Napoleone, riportò in Italia molte opere d’arte e che volle che buona parte del suo patrimonio – dopo la sua morte – fosse destinato ad attività benefiche.

canova asparagi

Impressionante la sua tecnica di lavoro. “Il Canova faceva in creta il suo modello; poi gettatolo in gesso, affidava il blocco a’ suoi giovani studenti perché lo sbozzassero e allora cominciava l’opera del gran maestro. […] Essi portavano le opere del maestro a tal grado di finitezza che sì sarebbero dette terminate: ma dovevano lasciarvi ancora una piccola grossezza di marmo, la quale era poi lavorata da Canova più o meno secondo quello che questo illustre artista credeva dover fare”.

La cena al Ristorante Al Pioppeto

Asparagi, che passione! Al Ristorante Al Pioppeto abbiamo avuto l’opportunità di assaporare questo prelibato germoglio in tutte le sue versioni: marinato, fritto, bollito, ai ferri e accompagnato dalle tradizionali uova sode e dai vini bianchi del territorio, Soave e Vespaiolo su tutti.

Particolarmente apprezzato l’asparago marinato, dal retrogusto acidulo, e quello ai ferri, particolarmente gustoso grazie alla cottura alla brace.

Asparagi e Canova: un connubio perfetto ultima modifica: 2017-06-08T09:38:40+00:00 da confraternita

One thought on “Asparagi e Canova: un connubio perfetto

  1. Piero Paolo Galbusera Reply

    Questa volta abbiamo saziato la mente ma non il palato

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