E’ stata una serata molto piacevole, quella trascorsa giovedì 6 aprile alla Locanda da Piero di Montecchio Precalcino e dedicata ai vini della Loira. Giulio Menegatti, grande esperto dei migliori prodotti vitivinicoli d’Oltralpe e amico della Confraternita – questo era il suo quarto appuntamento da relatore, dopo quelli riservati nelle passate stagioni sociali ai vini dello Champagne, del Bordeaux e della Borgogna – ci ha come di consueto illustrato con passione e dovizia di particolari le storie e le tradizioni di gioielli enologici che sono il frutto di un passato fatto di castelli, borghi, monasteri e un profondo legame con il territorio.
Seduti attorno al tavolo, gustando le prelibate preparazioni dello chef Renato Rizzardi – che insieme al maître Sergio Olivetti guida il locale dal ’92 – abbiamo gustato alcuni dei migliori vini della regione della Loira: un’area di incantevole bellezza, che Menegatti ci ha descritto come una via d’acqua segnata da vigneti e castelli.
Da est (Sancerre, Pouilly Fumé) alle zone centrali (Vouvray e Samur) sino a giungere nei vigneti del Savennières-Anjou e Muscadet ad un respiro dall’Oceano Atlantico.
Dagli intensi e delicati Sauvignon di Sancerre, agli stupefacenti Chenin Blanc, agli seducenti Muscadet (Melon de Bourgogne). Ostriche, cozze, frutti di mare, Plateau Royal.
Lo sguardo sfiora la Vandea e rimanda a Victor Hugo, la rivolta è sedata, la monarchia è archiviata, Napoleone sta per arrivare, al vino bianco di Versailles si sta per unire lo GevreyChambertin, e la storia continua.
(G. Menegatti, dal suo catalogo sui vini francesi)
“Perle” della serata il meraviglioso Sancerre, vino “diritto, con una spina dorsale” come definito dal nostro esperto e l’abbinamento tra orata e rosso Silènes (un cabernet franc).
Abbiamo concluso l’appuntamento consegnando sia allo chef che a Menegatti il gagliardetto della Confraternita: un segno dell’apprezzamento per un evento che, ancora una volta, ci ha permesso di approfondire, conoscere e carpire i segreti del buon cibo e del buon vino.

